Scioglimento dell’ente e patrimoni dedicati a uno specifico affare (art. 9 e 10)

Scioglimento dell’ente e patrimoni dedicati a uno specifico affare (art. 9 e 10)

Codice del Terzo Settore

ARTICOLO 9 – scioglimento dell’ente e devoluzione del patrimonio
Nel caso di estinzione o scioglimento dell’ente, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo
dell’Ufficio del registro unico nazionale, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del
terzo settore secondo le disposizioni statutarie o dell’organo sociale competente o, in mancanza, alla
Fondazione Italia Sociale.
Il parere è reso dall’Ufficio del registro unico nazionale entro 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta
che l’ente interessato è tenuto a inoltrare con raccomandata A/R o secondo le disposizioni previste dal D.Lgs
7.03.2005 n.82, decorsi i quali il parere si intende reso positivamente.
Gli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità dal parere sono nulli.
L’articolo 9 è totalmente in continuità con quanto avveniva nel passato, garantendo il mantenimento del
patrimonio destinato al fine di interesse generale anche in fase di eventuale liquidazione dell’ente, qualsiasi
siano le cause che abbiano portato all’estinzione.
La norma di fatto impedisce che il patrimonio residuo possa costituire oggetto di distribuzione, garantendo
così la continuità del trattamento rispetto a quanto previsto nell’art.8 e rispetto al trattamento fiscale agevolato
di cui gode.
Elemento di novità è la richiesta di parere preventivo all’Ufficio del registro unico nazionale del Terzo settore,
mentre molto importante è sottolineare che la norma prevede la nullità degli atti di devoluzione posti in
essere in assenza o in difformità del parere richiesto ed acquisito.
ARTICOLO 10 – patrimoni destinati a uno specifico affare
Gli enti del Terzo settore dotati di personalità giuridica e iscritti nel registro delle imprese possono costituire
uno o più patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi e per gli effetti degli articoli 2447-bis e seguenti
del codice civile.
Tale articolo riguarda gli enti dotati di personalità giuridica e iscritti nel Registro delle imprese, di fatto le
imprese sociali e le cooperative sociali.
Ma cosa significa tutto questo?
Il patrimonio destinato (anche sotto forma di beni) cessa di costituire oggetto di garanzia patrimoniale generica
dei creditori della società, per divenire oggetto esclusivo della garanzia patrimoniale dei creditori delle
obbligazioni poste in essere per intraprendere o realizzare uno specifico affare.
La norma, considera inoltre possibile la costituzione contemporanea di più patrimoni destinati con il limite
complessivo del 10% del patrimonio netto della società. Il limite non riguarda, nel caso di società commerciali,
i patrimoni destinati ad attività di finanziamento, poiché gli stessi non impegnano il patrimonio se non a titolo
di garanzia.
L’art.2447-ter del codice civile specifica quali siano le caratteristiche della delibera che destina il patrimonio
ad uno specifico affare.

a cura di Chinellato Giovanna

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