Revoca R.S.P.P.

Il rapporto tra un’azienda, un datore di lavoro e un RSPP è un tipico rapporto lavorativo, collaborativo. Può quindi instaurarsi o decadere seguendo le dinamiche che regolano abitualmente i rapporti di lavoro. In particolare la figura del RSPP in azienda, ricoprendo un ruolo fondamentale per la sicurezza sul lavoro deve mantenere e dimostrare di mantenere in ogni momento i requisiti essenziali e imprescindibili del proprio ruolo.

Casi di revoca
Formalizzazione
DVR

Casi di revoca
Il datore di lavoro può nell necessità della revoca trovarsi di fronte a tre casi: dover destituire dall’incarico il RSPP interno designato da lui stesso; dover revocare la nomina o non rinnovare la consulenza a un RSPP esterno delle quali prestazioni professionali si avvale; destituire se stesso, qualora sia un cosiddetto RSPP – datore di lavoro e qualora quindi la sua azienda disponga delle caratteristiche necessarie affinché ciò possa avvenire.

Allo stesso modo il RSPP, può trovarsi nella condizione di doversi dimettere e rinunciare all’incarico fino a quel momento ricoperto senza essere vincolato in alcun modo da norme che riguardino la sicurezza sul lavoro, ma dovendo invece rispettare principi contrattuali e scadenze bilaterali.

Formalizzazione
La cessazione di un rapporto di collaborazione o di assunzione di ruolo tra un RSPP e un’azienda deve essere formalizzata con data certa e comunicata tramite raccomandata A/R. Questo sia per ovvi motivi formali e sia per indicare in maniera chiara e univoca fino a quando un RSPP sia stato presente in azienda e quando invece sia stato sostituito.

L’avvicendamento e il cambio di RSPP in azienda, non deve essere comunicato alle ASL territoriali o alle Direzioni provinciali del lavoro. Non per un’indicazione espressa e riguardante solo questo aspetto, ma perché non vige attualmente l’obbligo di comunicazione generica agli organi di vigilanza sul cambio o sull’assunzione di RSPP. Attualmente infatti, con l’introduzione del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro è stata abolita anche l’obbligo di comunicazione di RSPP originariamente previsto invece dall’articolo 11 dell’art. 8 del D. Lgs. 19/9/1994 n. 626. La stessa 626 in ogni caso non prevedeva la tempestiva comunicazione di avvicendamento, dimissioni o revoca di RSPP nel momento in cui questa sia stata decisa.

DVR
Ciò che è fondamentale invece, obbligatorio e inevitabile è l’aggiornamento del DVR con il nominativo del nuovo RSPP e quindi l’aggiornamento del documento con l’avvicendamento avvenuto. Ricordiamo ancora: il DVR deve essere assolutamente aggiornato con il nuovo nominativo e riportare quindi indicazione relativa alla data certa del cessato rapporto con il precedente responsabile.

Ciò in base a quanto previsto dall’art. 28 comma 2 lettera e) del D. Lgs. n. 81/2008.

“Art. 28.(Oggetto della valutazione dei rischi) 2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53, su supporto informatico e, deve essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato, e contenere: […] e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio”;

e contestualmente l’art. 29 comma 3 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 Testo unico sicurezza così come modificato con il decreto correttivo ed integrativo di cui al D. Lgs. 3/8/2009 n. 106:

“3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali”.

2 pensieri riguardo “Revoca R.S.P.P.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Nazionale Professionisti Sicurezza Sul Lavoro Secur Veneto