Studi Professionali e DVR

Studi Professionali:  stesse Regole sulla Sicurezza  dei Lavoratori                                                     

Gli studi professionali sono soggetti alle stesse regole che tutelano la salute   e     la     sicurezza  dei  lavoratori  in  qualunque   altro  ambito lavorativo. Di conseguenza, anche il titolare dello studio professionale, come ogni altro datore di lavoro, è tenuto ad effettuare  la  valutazione dei rischi da lavoro – DVR. L’obiettivo   della   normativa   di   salute  e  sicurezza  sul  lavoro  è  di eliminare i rischi o,  quando  ciò  non  è  possibile, ridurre al minimo i medesimi limitando in tal modo la probabilità che nei luoghi di lavoro si    verifichino    infortuni  o   malattie  professionali.   Tale   scopo   va perseguito –  come le direttive comunitarie (delle quali il “testo unico” costituisce attuazione)  richiedono – partendo   dalla   valutazione  dei rischi,   definita  dal  d.lgs.  n. 81/2008 come l’attività  di: “valutazione globale  e  documentata  di  tutti i  rischi  per  la  salute  e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la  propria  attività, finalizzata  ad  individuare  le  adeguate  misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte  a  garantire  il  miglioramento  nel  tempo  dei  livelli  di  salute  e sicurezza” e  riservata  al  solo  datore  di lavoro, come attività che egli non può delegare ad altri. Le condizioni di applicabilità del provvedimento : * presenza di almeno un lavoratore. Premesso   che   tutti  i  lavoratori devono essere tutelati (quindi anche i praticanti, i tirocinanti, i titolari di   CO.CO.PRO,   ecc.  ) ,   i    lavoratori   computabili   sono,   a   titolo esemplificativo,   i soci  dello  studio   associato,   gli  apprendisti,  ecc.; * numero di lavoratori non sia superiore alle dieci unità; * attività   non   soggetta  a C.P.I. dovuto, ad esempio, alla presenza  di archivi cartacei * rischi   a  cui  sono  esposti i  lavoratori: unicamente  quelli derivanti dallo   svolgimento   di   attività   di   tipo   tecnico-amministrativo,   in assenza,  quindi,   di  esposizione  ad agenti chimici, biologici, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, atmosfere  esplosive, campi elettromagnetici, uso di macchine utensili, ecc. A condizione  che  tali  requisiti siano rispettati, gli studi professionali possono   avvalersi   delle   Linee   Guida    e   applicare   le   procedure standardizzate  per  effettuare la Valutazione dei Rischi. Il documento propone un valido approccio per la valutazione dei  rischi, utilizzando procedure    standardizzate     che    aiutano     gli    addetti    ai    lavori nell’identificazione dei rischi aziendali. Per questo motivo vi  e’ Obbligo  della formazione, così  come definito negli Accordi tra  Stato  e  Regioni  del dicembre 2011,  che  impone ai titolari, agli addetti, tirocinanti o apprendisti, di frequentare un certo numero  di   ore   di  formazione  e  di  aggiornamento,  in  materia  di sicurezza,in base al livello di rischio dell’azienda ed al ruolo aziendale. Un’ultima importante precisazione riguarda proprio i  tirocinanti,  gli stagisti o gli  apprendisti  negli  studi  professionali, nei  confronti  dei quali gli obblighi in materia di formazione e di  sorveglianza sanitaria sono stati ridefiniti ancora una volta all’interno del “Decreto del Fare” (D.M. 69/2013). Pur restando naturalmente valido il presupposto che fa rientrare queste categorie  all’interno  della  definizione generale di “lavoratore”, garantendone quindi il diritto alla tutela della salute così come definito negli art 2 comma 1 a e articolo 4 commi 1 e 2 del D.Lgs 81/08, gli obblighi di dover sostenere la formazione  sono  vincolati al fatto che,  per  i  soli  lavori  di  breve  durata, questa  non  sia stata già precedentemente     sostenuta   (e     opportunamente     documentata) all’interno del medesimo settore lavorativo e nei confronti degli stessi rischi.
Ad esempio: Se un tirocinante che ha effettuato regolarmente la formazione generica e specifica per alcuni rischi ai sensi degli Accordi Stato Regione del 2011, presso uno studio professionale,nell’ambito di poche settimane dovesse cambiare studio professionale,non dovrà più sostenere la  formazione  già  effettuata  che  viene  riconosciuta  come valida.   Lo   stesso   principio   si applica   alla   sorveglianza   sanitaria effettuata   al    fine   di   ottenere  idoneità   alla   mansione   specifica.

Fonte: Internet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Nazionale Professionisti Sicurezza Sul Lavoro Secur Veneto