Sicurezza, le auto connesse si affidano alla blockchain

Dopo il successo con l’applicazione nelle criptovalute, la soluzione alla sicurezza delle “connected car” è il protocollo basato sulla decentralizzazione.

Con l’avvento dell’Internet of Things ogni tipo di dispositivo connesso presenta rischi legati alla sicurezza. Un problema che nel caso dell’auto diventa ancora più grave perché un eventuale malintenzionato può impossessarsi non solo dei dati personali dell’automobilista, ma anche delle informazioni riguardanti la sua carta di credito e persino del mezzo vero e proprio, come il più classico dei ladri di auto, il tutto tramite web.

Da tempo le case s’interrogano per risolvere questa complicazioni e ora, in molti tra i nomi più importanti del mondo automotive, tra cui Porsche, Bmw, Renault e General Motors, sembrano aver messo gli occhi sulla tecnologia blockchain come panacea di tutti i mali. Inventato da Satoshi Nakamoto nel 2008 il sistema è diventato popolare nell’ultimo anno grazie all’uso dei Bitcoin, il protocollo infatti decentralizza e distribuisce su più punti e server la transizione criptata, garantendone la sicurezza.

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