Rapporto ISPRA: Inquinamento Atmosferico

Rapporto ISPRA: inquinamento atmosferico

Emissioni e qualità dell’aria, insieme allo stato del suolo, rivelano gli andamenti più allarmanti rilevati dall’ISPRA nel quadro del VII Rapporto sulla qualità dell’Ambiente Urbano prodotto a fine maggio dall’intero Sistema delle Agenzie Ambientali (ISPRA/ARPA/APPA), condiviso anche con ANCI, ACI e ISTAT e presentato lo scorso 9 giugno.

La campagna sperimentale ha consentito di analizzare i processi di annerimento e di degradazione causati dalla deposizione degli inquinanti atmosferici su alcuni dei materiali costituenti il patrimonio culturale italiano. In particolare lo studio sperimentale è consistito nell’esposizione di campioni di marmo, rame e vetro in sette siti, all’interno del Grande Raccordo Anulare, in corrispondenza di sette centraline di monitoraggio della qualità dell’aria caratterizzate da differenti condizioni ambientali.
La sperimentazione ha permesso di definire l’andamento dei processi di annerimento del marmo e del vetro, di studiare la recessione superficiale del marmo e la corrosione del rame nel tempo.

Quattordici le aree tematiche approfondite dal VII Rapporto ISPRA. Rifiuti, rischio industriale, acqua, cambiamenti climatici, trasporti e mobilità, natura urbana, inquinamento elettromagnetico, acustico e indoor, turismo, sostenibilità locale, qualità del suolo e in particolare, l’approfondimento tematico sulla “Qualità dell’aria”, che quest’anno accompagna il Rapporto con analisi e casi studio proposti da ISPRA e dal Sistema agenziale. Nello studio particolareggiato sull’aria, c’è un dato positivo: la diminuzione in quasi tutte le città prese in esame, dal 2000 al 2008, delle emissioni in atmosfera per tutti gli inquinanti: particolato aerodisperso (il PM10 primario), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili diversi dal metano, ossidi di zolfo, ammoniaca e benzene. Tuttavia, nelle aree urbane del bacino padano sono stati superati quasi ovunque i valori limite di concentrazione in aria relativi ai vari inquinanti, in particolare per PM10, PM2,5, NO2 (biossido di azoto) e ozono. Anche in altre zone del territorio nazionale, pur in presenza di situazioni d’inquinamento meno intenso e generalizzato, esistono città con frequenti concentrazioni degli inquinanti atmosferici superiori ai valori limite, imputabili in gran parte alle emissioni derivanti dai trasporti. Si tratta di dati che i cittadini italiani, insieme a quelli europei, possono captare più facilmente grazie ad una mappa dell’inquinamento atmosferico che l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha recentemente messo a punto e pubblicato on line sul proprio sito. Per la prima volta, grazie a tali mappe (32), i cittadini europei possono localizzare su scala di 5 km per 5 km, dove si trovano le fonti d’inquinamento. Esse riguardano in particolare gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10). L’iniziativa risponde ai gravi riflessi rintracciati dall’Agenzia sullo stato di salute della popolazione, come dichiarato da Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’ambiente, secondo cui “l’inquinamento atmosferico è una seria minaccia per la salute e in particolare per i soggetti vulnerabili come i bambini e le persone che soffrono di malattie respiratorie”. E la finalità starebbe nel prosieguo delle sue dichiarazioni: “Informando i cittadini sull’inquinamento atmosferico determinato dai trasporti, dalle case e da altre fonti presenti nell’ambiente dove vivono queste mappe danno la possibilità ai cittadini di agire e sollecitare le autorità a migliorare la situazione.

Rapporto Isprarifiuti

cambiamenti climatici

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Nazionale Professionisti Sicurezza Sul Lavoro Secur Veneto