Rapallo: due maxischermi per seguire i lavori nei cantieri

Rapallo: due maxischermi per seguire i lavori nei cantieri.

I pensionati di Rapallo non dovranno fare troppa strada per seguire i lavori nei vari cantieri cittadini. Attraverso due maxischermi piazzati in piazza Garibaldi e nel Chiosco della Musica, potranno seguire i lavori previsti sul lungomare, alla foce del torrente San Francesco, al depuratore in zona Ronco e, quando a gennaio aprirà, anche a quello di piazza Molfino o di via della Torre civica.

Spiega il sindaco Carlo Bagnasco: “Quanto a lavori pubblici Rapallo vive un momento storico e desidero che tutti possano seguire in tempo reale, attraverso web cam, come procedono i lavori”.

Ufficialmente «per fornire ai cittadini la massima trasparenza su come vengono spesi i soldi pubblici», spiega il primo cittadino al Corriere. Ma anche per venire incontro agli anziani osservatori — di cantieri, semafori, cartelli stradali, buche, parcheggi, supermercati, fermate degli autobus, cassonetti — «che si sono lamentati quando abbiamo coperto l’area del cantiere con dei pannelli finendo per ostruire loro la vista. Alcuni erano quasi disperati: li ho dovuti rassicurare».Una specie di “grande fratello” che costituisce un’assoluta novità.

La proposta — «a costo zero per la collettività» — secondo Bagnasco sta avendo così tanto successo che «diversi gestori hanno chiesto di installare un maxischermo vicino ai loro bar e c’è chi ha anche proposto di fare da sponsor, chissà magari alla fine entra pure qualche soldo nelle casse del Comune». Poi ci sono i colleghi, «anche di grandi città», che l’hanno chiamato «per chiedere come imitare l’iniziativa». «Stiamo pensando di fare qualcosa anche con le tv locali», aggiunge il primo cittadino di Rapallo. Che non esclude la possibilità di una web tv, «consentendo anche a chi ha casa di vacanza da noi di vedere cosa succede». Ogni due mesi, poi, ecco che toccherà alle visite guidate con Bagnasco e un assessore in testa. «Ci sarà una lista d’attesa perché non possiamo accompagnare in cantiere più di 10-15 persone alla volta».
Le caratteristiche
Ma qual è la carta d’identità degli umarell? «Sono pensionati soprattutto nel Nord, dove in alcuni casi si formano dei gruppi», dice Danilo Masotti che al fenomeno ha dedicato tre libri (Umarells, Umarells 2.0 e Oltre il cantiere: fenomenologia degli umarells). «Sono persone che hanno un lungo trascorso lavorativo, non necessariamente nel settore costruzioni». La postura dell’umarell è quella classica: le mani incrociate, meglio se dietro la schiena — quasi a equilibrare l’inclinazione in avanti tipica di chi sbircia — e il collo che s’allunga, orientando la testa a seconda dell’esigenza. «L’umarell è una sentinella del territorio», sintetizza Masotti. «Dà pareri, non richiesti, e fa tante domande». Della proposta di Rapallo che ne pensa? «Potremmo definirla la Netflix degli umarell», scherza. «Ben venga, soprattutto per quegli anziani che non possono muoversi». Per i pensionati un po’ più tecnologici oltre un anno fa è nata una app per cercare il cantiere più vicino. E per commentarlo. A Bologna poi, conferma Masotti, sorgerà una piazzetta dedicata, nel quartiere della Cirenaica. Prossimo passo: far entrare la parola nel vocabolario.

Fonte: Levantenews e Corriere

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