Monza, truffati parenti e vicini di casa con falsi investimenti: arrestate due sorelle

Promesse di lauti guadagni mentre in realtà i soldi venivano spesi nel gioco d’azzardo

Monza, 28 giugno 2018 – Due sorelle di 59 e 55 anni, brianzole, sono state arrestate dalla Guardia di finanza in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, una in carcere e l’altra ai domiciliari, per truffa aggravata, ricettazione e favoreggiamento, emessa dal gip del Tribunale di Monza.

Le due sono accusate di aver truffato circa 40 persone, tra cui amici e parenti, convincendole ad effettuare versamenti in contanti per migliaia di euro promettendo loro lauti guadagni a seguito di investimenti vantaggiosi riservati ai dipendenti di Poste Italiane (del tutto estranea alla vicenda), dove la 59 enne lavorava, in realtà inesistenti. Con questo stratagemma le due sorelle avrebbero accumulato oltre un milione di euro. Le fiamme gialle di Monza le hanno scoperte grazie alla denuncia dei vicini di casa, a loro volta vittime del raggiro. Secondo le indagini dei finanzieri, le due sorelle arrestate per truffa, una residente in provincia di Lecco e l’altra nel Monzese, avrebbero approfittato del grado di parentela, amicizia ed età avanzata delle vittime della loro truffa, in modo da avere a che fare con persone più facili da manipolare. Il modus operandi delle due donne, una il ruolo di «attrice» principale, l’altra sua complice, sarebbe stato sempre il medesimo. Utilizzando l’affetto derivante dal legame di parentela, da anni di amicizia o la fiducia di anziani clienti di Poste Italiane, la 59 enne dal 2013 al 2016 avrebbe convinto oltre 40 persone a sottoscrivere falsi contratti, spacciati appunto per vantaggiosi investimenti riservati ai soli dipendenti postali, a fronte dei quali i truffati avrebbero versato alla donna o alla sorella contanti, assegni e bonifici, per un totale di circa un milione e centomila euro, che lei poi spendeva nel gioco d’azzardo.

A chi chiedeva chiarimenti sui ritardi nel pagamento delle percentuali promesse, la 59enne avrebbe risposto saldando fittizi anticipi sugli interessi stessi con soldi sottratti ad altri clienti con il medesimo raggiro. A far partire le indagini, nell’ottobre 2016, la denuncia da parte degli anziani vicini di casa della 59 enne, che nel gennaio del 2017 ha poi smesso di lavorare per Poste Italiane. Secondo quanto riferito dalla coppia di pensionati, nel 2014, la donna avrebbe loro proposto di sottoscrivere il famoso investimento vantaggioso, convincendoli a versare in Posta circa 165mila euro, forti del fatto di essere spesso ricevuti nell’ufficio della consulente per la compilazione dei moduli e aggiornamenti. Nel tempo però, saputo delle operazioni finanziarie concluse dai genitori, dei contratti stipulati in casa e della consegna di soldi in contanti, il figlio della coppia di anziani si è insospettito ed è andato in Posta a chiedere conto, scoprendo la truffa. Grazie all’indagine “Segreto d’ufficio” delle fiamme gialle, in pochi mesi sono saltate fuori tutte le altre vittime del raggiro.

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