Corea del Nord lancia missile balistico. Seul e Usa: “Test fallito”

Il comando americano: “Si è schiantato poco dopo il decollo”. Tweet di Trump: “Mancanza di rispetto per la Cina”. Metropolitana si ferma per 12 minuti in Giappone

Corea del Nord lancia missile balistico

PECHINO – Tanti auguri per i tuoi primi cento giorni di governo, Donald Trump. Firmato: Kim Jong-un. Dagli Usa alla Cina, le nazioni più potenti del mondo avevano appena giurato di fermare il regime che minaccia il mondo con la bomba atomica: ricordando, nelle parole del segretario di Stato Usa, che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, compresa “l’azione militare, se necessario”. E lui, il Giovane Maresciallo, per tutta risposta lancia l’ennesima provocazione travestita da missile. Il lancio fallisce: per imperizia o perché ancora una volta la cybermanina degli Usa è riuscita a fermarne la traiettoria. Ma cosa importa? È il terzo lancio di aprile, il nono da quando Trump ha assunto la presidenza, il 50esimo da quando Kim è succeduto al padre Kim Jong-il cinque anni fa. E ogni lancio, per la Corea del Nord, comunque vada è un successo, anche perché pure i fallimenti sono pietre miliari sulla strada della realizzazione di quel missile intercontinentale che nel suo ormai famoso discorso di Capodanno Kim ha detto di essere pronto a lanciare: e che potrebbe dunque raggiungere la costa degli Stati Uniti.

Il missile lanciato all’alba di sabato – a Pyongyang erano le 5.30 del mattino, le 4.30 di Pechino, mezzanotte e mezzo in Italia – è partito dalla base di Pyeongannam-do, vicino a Pukchang, e spedito in direzione nordest ha raggiunto un’altezza di 71 chilometri per poi esplodere dopo pochi minuti.

PECHINO – Tanti auguri per i tuoi primi cento giorni di governo, Donald Trump. Firmato: Kim Jong-un. Dagli Usa alla Cina, le nazioni più potenti del mondo avevano appena giurato di fermare il regime che minaccia il mondo con la bomba atomica: ricordando, nelle parole del segretario di Stato Usa, che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, compresa “l’azione militare, se necessario”. E lui, il Giovane Maresciallo, per tutta risposta lancia l’ennesima provocazione travestita da missile. Il lancio fallisce: per imperizia o perché ancora una volta la cybermanina degli Usa è riuscita a fermarne la traiettoria. Ma cosa importa? È il terzo lancio di aprile, il nono da quando Trump ha assunto la presidenza, il 50esimo da quando Kim è succeduto al padre Kim Jong-il cinque anni fa. E ogni lancio, per la Corea del Nord, comunque vada è un successo, anche perché pure i fallimenti sono pietre miliari sulla strada della realizzazione di quel missile intercontinentale che nel suo ormai famoso discorso di Capodanno Kim ha detto di essere pronto a lanciare: e che potrebbe dunque raggiungere la costa degli Stati Uniti.

Il missile lanciato all’alba di sabato – a Pyongyang erano le 5.30 del mattino, le 4.30 di Pechino, mezzanotte e mezzo in Italia – è partito dalla base di Pyeongannam-do, vicino a Pukchang, e spedito in direzione nordest ha raggiunto un’altezza di 71 chilometri per poi esplodere dopo pochi minuti. Secondo fonti del Pentagono – citate dalla tv Usa Cnbc – si tratterebbe di un vettore a corto raggio e in grado quindi – come tanti già in possesso dal regime – di colpire Seul che dista solo 60 chilometri dal confine al 38esimo parallelo.

Corea del Nord lancia missile balistico
Potrebbe trattarsi di un KN-17, che è la versione modificata di uno Scud di produzione russa, missile a singolo stadio e a propellente liquido: non si tratterebbe, dunque, di quell’arma a combustibile solido come gli ultimi missili visti purtroppo in azione, che richiedono meno caricamento e quindi meno tempo e preavviso per essere lanciati

(repubblica.it)

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