Caduti del lavoro, morti bianche, omicidi del lavoro

I caduti del lavoro sono le persone decedute a causa di incidenti occorsi durante e per causa del lavoro svolto. Tale locuzione è frequentemente in uso anche nelle strade e nelle piazze d’Italia ad essi dedicate. Il fenomeno è anche indicato come morti bianche, dove «l’uso dell’aggettivo “bianco” allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente». In senso critico, a partire dagli anni sessanta, è anche utilizzata la locuzione omicidi del lavoro, per rimarcare le responsabilità dei sistemi di produzione delle economie industrializzate e la scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro del sistema industriale, in particolare siderurgico e agricolo. Consigliamo a tutti di leggere Lavorare uccide di Marco Rovelli. In questo libro l’autore narra, in forma di racconto, le storie riguardanti gli omicidi bianchi, le morti nei luoghi di lavoro, raccogliendo testimonianze dai parenti delle vittime, dai compagni di lavoro, dai sindacalisti che si sono occupati dei vari casi. I racconti raccolgono una serie impressionante di testimonianze in molti e diversi luoghi dell’Italia, testimoniando sostanzialmente come le cause principali delle morti nei luoghi di lavoro sono da addebitarsi alla mancanza di elementi basilari di sicurezza, spesso mancante per facilitare la produzione.
Questa volta evidenziamo l’elenco dei morti su lavoro cosi’ come riportati dal blog di Carlo Soricelli Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro in Italia.
Morti sul lavoro dall’inizio dell’anno al 23 settembre 2016
I caduti del lavoro sono le persone decedute a causa di incidenti occorsi durante e per causa del lavoro svoltoSONO OLTRE 980 I MORTI PER INFORTUNI, DI CUI 471 SUI LUOGHI DI LAVORO (tutti registrati). I rimanenti sulle strade e in itinere. Sono conteggiate tra tutte le vittime anche i morti in nero e le categorie non assicurate all’INAIL che monitora solo i propri assicurati
Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016 per Regione e Provincia in ordine decrescente.
(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi). I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province immaginate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere.
Campania 49 Napoli (17 di questi 3 in mare), Avellino (6), Benevento (4), Caserta (8), Salerno (14). Emilia-Romagna 48 Bologna (10). Forlì-Cesena (6), Ferrara (3), Modena (9), Parma (4), Piacenza (3), Ravenna (3), Reggio Emilia (9), Rimini (1). Veneto 40 Venezia (4), Belluno (4), Padova‎ (6), Rovigo (2), Treviso (3), Verona (5), Vicenza (16). Toscana 37 Firenze (1), Arezzo (5), Grosseto (1), Livorno (7), Lucca (5), Massa Carrara (7), Pisa‎ (2), Pistoia (2), Siena (3) Prato (3). Lombardia 36 Milano (2), Bergamo (5), Brescia (13), Como (3), Cremona (3), Lecco (1), Lodi (), Mantova (1), Monza Brianza (2), Pavia (3), Sondrio (3), Varese. Sicilia 34 Palermo (7), Agrigento (3), Caltanissetta (6), Catania (6), Enna (1), Messina (4), Ragusa (3), Siracusa (), Trapani‎ (4). Piemonte 31 Torino (10), Alessandria (2), Asti (5), Biella (1), Cuneo (13), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli (1) Lazio 30 Roma (10), Viterbo (5) Frosinone (5) Latina (7) Rieti (3). Puglia 23 Bari (1), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (3), Lecce (4), Taranto (8) Abruzzo 15 L’Aquila (2), Chieti (7), Pescara (3) Teramo (3). Marche 14 Ancona (5), Macerata (4), Fermo (), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). Calabria 14 Catanzaro (4), Cosenza (6), Crotone (1), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (1). Trentino-Alto Adige 15 Trento (7), Bolzano (7). Calabria 11 Catanzaro (4), Cosenza (3), Crotone (1), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (1). Molise 6 Campobasso (6), Isernia (). Umbria 6 Perugia (2) Terni (4). Sardegna 10 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campisano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (2), Sassari (3). Friuli-Venezia Giulia 9 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (4). Liguria 5 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (1). Basilicata 1 Potenza (1) Matera () Valle D’Aosta () I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province-
Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima e ha una forte mobilità per recarsi o tornare dai luoghi di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 100 dall’inizio dell’anno, Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, i metalmeccanici e l’autotrasporto.
I morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO dall’inizio dell’anno al 31 agosto sono stati 433. Erano 407 il 31 agosto del 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio +6,5%. Erano 444 il 31 agosto 2015 -2,1. Il leggero calo di quest’anno è dovuto soprattutto all’andamento della Regione Lombardia che ha fino a questo momento un calo molto vistoso delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro.
Come potete vedere, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL dal 2008 registriamo addirittura un aumento del 6,1%. Moltissimi morti sul lavoro non erano assicurati all’INAIL lavoravano in nero. Il 34,6% dei morti sui luoghi di lavoro sono in agricoltura, tra questi ben il 62,6% sono morti schiacciati dal trattore che guidavano (a oggi 2 settembre sono diventati 95). E’ l’edilizia col 19% delle morti al secondo posto di questa triste classifica. Una percentuale enorme di queste morti sono dovuta a cadute dall’alto. Moltissimi di questi morti lavoravano in nero. L’autotrasporto continua a pagare un forte tributo di sangue con l’8,3%, Tra questi tanti gli autotrasportatori morti nelle diverse categorie. Segue l’industria con il 7,6%%. Occorre chiedersi come mai una categoria così importante come l’industria che ha milioni di addetti ha percentualmente così pochi morti rispetto alle altre categorie. La risposta è semplice, in questa categoria il sindacato zoppica, ma ancora funziona ed esercita i controlli sulla Sicurezza attraverso i suoi rappresentanti. Spero di sbagliarmi, ma con l’introduzione del jobs act i morti sul lavoro aumenteranno e questo per una ragione molto semplice. Il sindacato sarà indebolito (chi si iscriverà più se potrà essere licenziato senza giusta causa e con una scusa?), ma i lavoratori non potranno più rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi pena il licenziamento con una scusa, questo è ovvio, basta guardare quello che succede in edilizia. La percentuale di lavoratori ultrasessantenni che sono morti sui LUOGHI DI LAVORO in questi otto mesi del 2016; sono il 28,2%. A causa della legge Fornero i morti in tarda età per infortuni sul lavoro sono aumentati notevolmente. Cosa aspetta il Governo a porvi rimedio? E’ disumano far continuare a lavorare da anziani chi svolge lavori pericolosi per se e per gli altri. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 10,3% sul totale. Gli stranieri morti per infortuni stanno calando percentualmente, questo sta a significare che adesso i lavori più pericolosi li fanno anche gli italiani. Per approfondimenti chiedere mandare mail a carlo soricelli.

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