Solfatara di Pozzuoli, i Buchi Neri della Sicurezza

Solfatara di Pozzuoli, i Buchi Neri della Sicurezza

Neela Solfata di Pozzuoli non c’è sistema di allarme nè sorveglianza nel percorso

Una modesta recinzione segnalava il pericolo costato la vita a un undicenne e ai suoi genitori. E a soccorrere le vittime c’era soltanto una troupe impegnata in un videoclip.

Può bastare una recinzione come quella, a fermare un bambino, magari più vivace di altri? Una nota del sito dice che “non consente recinti pesanti”. «Qui arrivano 250 mila visitatori all’anno – dice Arcangelo Pisano, guida turistica di Pozzuoli – tra cui molte scolaresche. E ci sono eventi anche di sera e un camping. L’importante è ricordarsi sempre di stare facendo visita a un vulcano». Infatti un sito a rischio, sia pure quiescente, dovrebbe forse prevedere un protocollo di sicurezza. Il vulcanologo cita Yellowstone: lì morti e feriti per i vapori dei getti bollenti negli anni non si contano. C’è un codice di sicurezza federale e del sito forestale, e se si è in pericolo si chiama il 911. E alla Solfatara, se si corre un pericolo, chi si chiama? Chi arriva a dare aiuto? Sul posto non ci sono vigili del fuoco, che arrivano su chiamata, come è accaduto ieri dopo la tragedia, e come di solito è nei teatri per il rischio incendi.

La Solfatara è l’unica area vulcanica del mondo gestita da privati.Nessuno, però, vuole mettere direttamente la faccia a spiegare e difendere le misure di sicurezza adottate per garantire al meglio le visite turistiche. Per tutto il pomeriggio fino a sera, a Pozzuoli si tiene una riunione societaria sull’accaduto e neanche l’ingegnere Francesco Di Salvo, il tecnico di famiglia, ha il tempo per dire qualcosa. Viene annunciato un comunicato ufficiale, che arriva alle dieci di sera. Annuncia il no comment: «La Solfatara di Pozzuoli e tutti coloro che vi lavorano sono sconvolti per quanto accaduto e si chiudono in doveroso silenzio». Il tracciato delle visite al cratere è indicato da cartelli che segnalano i pericoli e, nelle aree più a rischio, vi sono steccati in legno da non oltrepassare.Il responsabile della Protezione civile del Comune di Pozzuoli, Franco Alberto De Simone, dice: «Bisogna vedere come sono state fatte le delimitazioni e le staccionate e se c’era possibilità di attraversarle. Per la sicurezza entrano in gioco diversi fattori. Sono aspetti che vanno esaminati con verifiche sul posto».E poi aggiunge: «Il vulcano dovrebbe essere dotato di un piano di sicurezza in quanto area rischio, a garanzia dei visitatori. Per quanto mi risulta, però, al Comune non è stato presentato un piano specifico per il sito della Solfatara. Non so se da parte del Comune sia stato sollecitato in passato».

Monta il dibattito sulla sicurezza negli itinerari interni alla Solfatara. Dopo il primo incidente mortale in 117 anni all’interno del sito.

 

 

 

 

 

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